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| Fonte: APRI Associazione Italiana Prototipazione Rapida | ||
| La
stereolitografia, che utilizza fotopolimeri, è il primo e più
importante sistema di RP commercialmente diffuso. La tecnica della stereolitografia coinvolge quattro differenti aspetti: laser, ottica, chimica dei fotopolimeri e software. Il processo è suddiviso in quattro fasi principali: preparazione, costruzione, pulizia e post-trattamento. 1. La preparazione, che avviene su workstation, che prevede (ove necessario) anche la predisposizione dei supporti necessari per il sostegno del particolare durante la sua realizzazione. 2. La fase di costruzione del prototipo è controllata dal calcolatore. Il fascio laser (con potenze dell'ordine di qualche decina di mW) viene localizzato, mediante un opportuno sistema di ottica, sulla superficie della vasca contenente il monomero epossidico (allo stato liquido). Il fascio laser innesca una reazione chimica a catena che ha per effetto la polimerizzazione e perciò la creazione di una particella solida. Il movimento nel piano di focalizzazione del laser consente la realizzazione della prima sezione del prototipo. Lelevatore si abbassa di una quantità pari allo spessore di fotopolimero solidificato e una lama o un sistema di ricopertura di precisione, ricopre la sezione appena costruita di un film liquido di monomero e il processo riprende con la solidificazione di uno stato successivo che aderisce stabilmente alla sezione sottostante. 3. Il processo continua fino alla completa realizzazione del prototipo, che verrà estratto dalla vasta sollevando lelevatore |
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(Immagine
©1997, 1998 Prototipazione Rapida, Publitec) |