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Le
tecniche di prototipazione rapida (o, utilizzando la dizione inglese,
rapid prototyping, RP) sono una serie di sistemi che, prescindendo
dalla complessità costruttiva dell'oggetto, lo riproducono con
tecniche additive, partendo da una sua definizione matematica specificata
su un CAD tridimensionale ed utilizzando processi rapidi, flessibili e
altamente automatizzati. Già da questa breve definizione sono chiari
i punti di forza di queste tecniche: la possibilità di realizzare
in tempi ridottissimi (da alcune ore a pochi giorni) un prototipo in un'ampia
gamma di materiali, indipendentemente da forma e complicazione geometrica,
senza nessun ausilio di attrezzature.
Perché la prototipazione rapida?
Fin dallantichità, gli inventori, i disegnatori, i creativi
si sono serviti sempre di un piano bidimensionale per comunicare e valutare
le loro idee, prima di tradurle in pratica. Mentre nel passato i primi
progettisti si affidavano a compasso e carta pergamena, quelli contemporanei
possono fare uso di un vero e proprio arsenale di mezzi di progettazione.
Ciononostante, il progettista non è mai assolutamente certo che
ciò che osserva sullo schermo sia una fedele rappresentazione del
concetto che intende realizzare. La prototipazione rapida è il
tentativo più riuscito di sfondare questa barriera: quella di trasformare
le fuggevoli immagini in un oggetto solido e concreto, da toccare con
mano.
Dall'idea pionieristica di Charles W. Hull, datata 1982, è nata
3D Systems Inc., società americana capostipite del settore e, cinque
anni più tardi, il primo apparato per la stereolitografia, la SLA-1.
Da quegli anni un numero sempre più elevato di ricercatori e, naturalmente,
utilizzatori ha segnato il mondo (ed il mercato) della Prototipazione
Rapida, favorendone l'evoluzione in termini di diffusione e di prestazioni.
La presenza sempre
più capillare di sistemi CAD ha dato una spinta straordinaria alla
ricerca di metodologie sempre nuove e diverse, finalizzate alla realizzazione
di oggetti a partire da una geometria definita elettronicamente. Dalle
ricerche, perciò, sono nate e si sono consolidate altre tecnologie
come il selective laser sintering (più brevemente SLS), il fused
deposition modeling (o FDM), il solid ground curing (SGC), il laminated
object manufacturing (LOM) e molte altre. Naturalmente, con il passare
del tempo, la ricerca e lo sviluppo hanno favorito levoluzione dei
sistemi in termini prestazionali (tempi di lavorazione minori, tolleranze
dimensionali inferiori, finitura superficiale ancora migliore, resistenza
dei modelli RP a condizioni climatiche variabili e a sollecitazioni meccaniche,
termiche e chimiche sempre più forti). La definitiva accettazione
da parte del mercato e, più tardi, il successo di queste tecnologie
è stato decretato però, dall'inarrestabile tendenza a ridurre
i tempi di sviluppo dei nuovi prodotti. Questo è stato il fattore
di successo principale.
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